In una delle regioni più ricche, diseguali e inquinate d’Europa, ho accettato di candidarmi al Parlamento Europeo con Europa Verde, per provare a fare la mia parte e cercare di cambiare le cose.

Decenni di politiche arretrate, razziste e regressive hanno scavato un solco sempre più profondo tra chi sta bene e chi vive situazioni di disagio sociale, ambientale ed economico.

Il diritto alla salute, alla casa, all’istruzione, al lavoro vengono trasformati in servizi, spesso appaltati ai privati.
Dare un tetto a chi non ce l’ha, garantire cure mediche senza distinzioni di sesso, nazionalità o censo, permettere un accesso universale all’istruzione, investire nel trasporto pubblico e sulle fonti rinnovabili di energia, preservare il paesaggio e i beni culturali, salvaguardare i diritti delle minoranze. Tutto questo significa migliorare la vita della collettività, in termini di benessere economico e sociale.